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IL PRIMITIVO
Il fiore all'occhiello della Puglia è il Primitivo, premiato anche alla manifestazione che periodicamente si svolge a Verona. Incerte sono le origini del suo vitigno. La scoperta della pianta pare si debba ad uomo di chiesa "Don Francesco Filippo Indelicati, della chiesa di Gioia del colle.
Questi scoprì che tra i vitigni che coltivava se ne trovava uno che maturava prima di tutti e dava un frutto molto dolce che poteva essere raccolto già a fine Agosto. I vignaioli della zona, allora, estesero la sua coltura ai terreni circostanti e tutta la Murgia barese se ne arricchì. A questo punto grazie ad una storia d'amore la pianta giunse in quella porzione di territorio pugliese che comprende parte delle province di Brindisi e Taranto. A proposito, sapete che la parola "brindisi" deriva proprio dal gesto benaugurale che nella città che ne ha tratto il nome si compiva alzando il calice nei confronti di chi partiva o arrivava al porto?
Ok, non tergiversiamo.. Torniamo al Primitivo ed ai nostri innamorati.
La contessina Sabini d'Altamura andata in sposa a Don Tommaso Schiavoni Tafuri portò in dote delle gemme di origine del vitigno al marito che seppe sfruttare e far fruttare tale dono per dare origine ad un prodotto tipico della regione che Dante definì: terra sitibonda ove il sole si fa vino".
Il Primitivo, dunque, deve il suo nome alla precocità della maturazione del suo frutto rispetto alle altre uve. Infatti Primitivo deriva dal latino PRIMATIVUS e permette due tempi di raccolta a distanza di 20 giorni l'una dall'altra.
Il primo frutto della pianta, infatti, sono i GRAPPOLI. Maturano già a fine Agosto. Il loro naturale appassimento ne fa aumentare il contenuto degli zuccheri e quindi aumenta la gradazione alcolica del vino che ne deriva.
Il frutto di seconda generazione è dato dai RACEMI, vendemmiati più tardi danno un vino più leggero.
Per anni i vini ottenuti dal primitivo sono stati usati come vini da taglio, ma le cose stanno cambiando in modo da imbottigliare il vino che se ne produce con le sue originali caratteristiche: dolce e mandorlato da giovane, liquoroso da vecchio quello prodotto dai grappoli. Perfetto vino da pasto quello ricavato dai racemi.
CURIOSITA': alla stessa famiglia del primitivo appartiene il vitigno che negli Sati Uniti dà origine allo ZINFANDEL coltivato in California.
IL PRIMITIVO
Colore: Rosso intenso con sfumature violacee (Lascia il segno sulle labbra di chi lo gusta).
Odore: Ricco, aromatico , fruttato con profumo soprattutto di ciliegia e di prugna.
Sapore: Secco, corposo leggermente asprigno.
T di servizio: 18°C
Abbinamenti: Arrosti, cacciagione, selvaggina;anche con salse e cibi piccanti.
Se invecchiato si accompagna bene a qualunque dessert. E' indicato per affogare la frutta fresca di stagione e per la preparazione della sangria.
Ciao a tutti, alla prossima bevuta in un'altra regione!
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